Il mio regalo di compleanno



Ieri sono diventata un anno più saggia!
Mi hanno commosso i piccoli gesti da parte degli amici con cui abbiamo viaggiato in centro Italia per questo ponte, le parole del biglietto di William, e le attenzioni dei bambini, che ieri volevano farmi sentire una regina e hanno tutti collaborato a scaricare il camper, apparecchiare, sistemare casa, … qualcuno ha persino piegato gli asciugamani del bagno!

Mi è stato chiesto: “Ti senti arrivata?”.
Mi sento molto felice, appagata, e sento di aver ricevuto tanto dalla Vita. Ma non mi sento arrivata: sono contenta di avere ancora molti sogni da inseguire, e anche la convinzione di vederli realizzati, prima o poi.

Il regalo che vorrei è riuscire a fare le piccole cose di ogni giorno con amore e soddisfazione, e trovarci dentro la felicità e il senso della vita. Al lavoro, a casa, ovunque. Non lasciarmi passare questi anni così ricchi, talmente belli che a volte vorrei fermare il tempo qui ;-)

Per ricordarmi di questo impegno ho messo un post-it sul computer del lavoro con il nome della signora Marisa,  che ha raccontato a William dove si può arrivare se ci si fida dei propri sogni.

Lontano, ... fino a là.

E se il diluvio scende non ci bagnerà
coltiveremo questa terra da mangiare
ed è questa promessa che ci legherà
per poi accorgerci davvero
di essere arrivati fino a qua.

I linguaggi con cui trasmettere amore e fiducia ai bambini … e agli adulti




In questo periodo sto provando molte soddisfazioni a mettere in pratica i “linguaggi” dell’amore di marito e figli (N.B. Non ce n’è uno uguale all’altro!).
Li ho scoperti leggendo il libro di Ross Campbell e Gary Chapman, consigliato da un’amica e preso senza troppo entusiasmo in biblioteca.
L’entusiasmo è arrivato dopo. Leggendolo, ma soprattutto constatando di persona quanto faccia bene dedicare del tempo per mettersi in ascolto degli altri e fare qualcosa - per loro o con loro - che possa davvero dare calore e fare sentire il mio amore – scontato – di mamma o compagna.
Sembra banale, ma quello che ci fa sentire davvero che una persona ci vuole bene … non è uguale per tutti.

Earthing: la messa a terra del corpo umano per contrastare i radicali liberi.

Ho una carissima amica che insegna in una scuola materna. E’ piena di entusiasmo, idee nuove, creatività. Soprattutto: è appassionata del suo lavoro.
Mi ha raccontato che una volta è stata ripresa dalla direttrice della scuola perché aveva fatto togliere ai bambini scarpe e sandali (era estate) e li aveva invitati a ballare a piedi nudi sul prato del giardino.
Un vero peccato! Quella direttrice evidentemente non era al corrente dei grandi benefici che derivano dallo stare a piedi nudi a contatto con la terra, altrimenti noto come earthing.
Se il tema vi incuriosisce, su internet trovate di tutto. C’è un sito specifico dedicato ai benefici del contatto con la terra, c’è un libro molto dettagliato che riporta gli studi scientifici e ne prova l’utilità. Personalmente, ne ho sentito parlare per la prima volta leggendo un articolo su Biolcalenda.
Il nocciolo della questione è: al giorno d’oggi, chi di noi si toglie le scarpe per ritrovare quel collegamento elettrico con la Terra che secoli di “civiltà” (e di scarpe e di abitazioni isolanti) ci hanno fatto dimenticare?

Le fasi del travaglio



Per un parto naturale


Conoscere effettivamente ciò a cui si andrà incontro al momento del parto è molto utile sia per essere consapevole di cosa avviene dentro e fuori di voi, sia per viverlo senza troppe ansie. L’esperienza del parto resta indescrivibile, unica e meravigliosa, soprattutto se siamo noi mamme a scegliere come partorire, e non ci ritroviamo in balia del volere altrui.
Io ho avuto la fortuna di essere seguita da una bravissima ostetrica, ho volutamente evitato induzioni di parto, ossitocina, epidurale, e quant’altro. Consiglio a tutte di provare a vivere questo momento magico senza induzioni innaturali, e fidarsi della natura che ha predisposto già tutto per una nascita senza violenza  

Come inizia e quanto dura il travaglio


Equilibri




Domenica ho pescato questo angioletto. Mi raccomanda di trovare il mio balance.
Non a caso.
Perchè in questo periodo sento particolarmente forte il bisogno di trovare un equilibrio tra pulsioni molto diverse tra loro, spesso opposte. I due poli del mio mondo.
Non so dov'è "la verità nel mezzo", ma lo sto cercando.  E' una ricerca di ogni ora, ogni minuto.
Ultimamente questi sono gli opposti che mi interrogano:
  • far traboccare l'amore ... e la Vita, fino a desiderarne un'altra  / dedicarmi a me stessa e a tutto quello che devo ancora scoprire
  • restare  / viaggiare
  • staticità  /  movimento (cambiare lavoro, casa, paese ... o nazione)
  • sentirsi donna in tutte le sue dimensioni: madre, figlia, amante, ...
  • liberare l'energia (fare sport, pulire casa, creare ...) / rilassarsi sul divano: "l'ozio benefico" (sapendo che entrambe mi fanno bene)
  • vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo / dimenticarsene
E soprattutto:
  • scegliere le cose razionalmente / sceglierle con il cuore e con l'anima; razionalità / emozioni e sentimento. E anche quando scelgo per quest'ultimo, riuscire a seguirlo davvero!

Mamma, ma come fanno a mettere un massaggio in una busta?


Domenica scorsa abbiamo festeggiato i primi quarant'anni di Federica. Naturalmente la prima parte della festa, emozionante ed intensa, è stata fra sole donne. Abbiamo ballato scambiandoci emozioni ... un fiume di emozioni! Mi sono commossa pensando a quanto è stata generosa la vita con me. I motivi sono tanti. Il fatto di avere accanto amiche così speciali non è tra i meno importanti.
Tra i regali per lei: auguri, parole, carezze, .... e diversi trattamenti "benessere". I bambini dapprima erano molto scettici, e non capivano com'era possibile regalare un massaggio a qualcuno ... senza farglielo di persona. La sera stessa in cui abbiamo "acquistato" il buono all'Hammam li ho massaggiati io, tutti e tre, e molto bene. Poi ci mettevamo a turno sul lettone: uno di noi riceveva il massaggio che veniva fatto contemporaneamente su schiena, piedi e testa da tre persone (io e i 2 fratelli di turno).
Naturalmente, l'idea è stata apprezzata e già ripetuta.
Ora vorrebbero "inserire" una "busta con massaggio" anche nella loro lista per Babbo Natale (già scritta!), e fare, da grandi, i massaggiatori (dopo i pizzaioli e le rock-star).
Naturalmente, dopo tutto questo impegno, come minimo mi aspetto una busta con massaggio anche io ... per il mio compleanno ;)



Giacomo, seven years

In famiglia diciamo che ha una grande faccia tosta. Suscita sempre simpatia, attacca bottone con adulti e bambini, e si fa nuovi amici in pochi minuti.
Ma finora lo aveva fatto in italiano.
Settimana scorsa, in un campeggio in Liguria, lo vedo che gioca a palla con una bella ragazza bionda (tedesca!), che avrà avuto 20/25 anni.
Lo osservo da lontano, vedo che tira il pallone e in qualche modo "comunica" con la tipa (molto a gesti, qualcosa a parole).
Dopo qualche minuto torna al camper di corsa, chiedendomi "una scopa, presto!". La palla era andata a finire sotto una roulotte.
Ho giusto il tempo di chiedergli: "Ma stai parlando in inglese?"
"Yessss!"
E corre via.
Riappare solo per chiedermi come si dice: "ora devo andare in spiaggia" in inglese. Glielo dico, ma sono troppo curiosa, e prima che mi scappi di nuovo gli chiedo: "Ma cosa le hai detto?"
"My name's Jack"